In sintesi: Il 54% degli indicatori di governance digitale risulta presidiato nelle scuole italiane, ma il monitoraggio e la comunicazione istituzionale sono i punti deboli emersi dall'autovalutazione durante Fiera Didacta 2026. Le scuole italiane stanno affrontando la trasformazione digitale principalmente come una sfida organizzativa, che richiede formalizzazione dei processi e presidio dei rischi, non solo l'adozione di tecnologie.
La trasformazione digitale della scuola richiede una governance organizzativa strutturata e continua, non solo l'adozione di tecnologia. La maturità digitale delle scuole italiane mostra criticità nel monitoraggio, comunicazione sull'AI e regolamentazione del lavoro agile.
Governance digitale delle scuole italiane: cosa emerge dalle autovalutazioni
Report analitico basato sui questionari di autovalutazione compilati da Dirigenti Scolastici e DSGA durante Fiera Didacta 2026. Un’indagine sul livello di maturità organizzativa nella trasformazione digitale.
Il 54% degli indicatori di governance digitale risulta presidiato nelle scuole italiane, ma il monitoraggio e la comunicazione istituzionale restano i punti deboli. Questo è il dato centrale che emerge dall’indagine condotta durante Fiera Didacta 2026 (Fortezza da Basso, Firenze, 11-13 marzo), dove sono stati somministrati tre strumenti di autovalutazione strategica a Dirigenti Scolastici e DSGA provenienti da diverse regioni italiane.
I questionari — strutturati secondo il modello dei Quaderni di Governance Digitale — hanno esplorato tre ambiti fondamentali: la segreteria digitale e la continuità amministrativa, la governance dell’Intelligenza Artificiale ai sensi del D.M. 166/2023, e il presidio del sito istituzionale scolastico. Il presente report analizza i risultati emersi, individua le criticità sistemiche e propone chiavi di lettura organizzative per il sistema scolastico.
Autovalutazioni completate
Contatti professionali
Aree di indagine
Indicatori analizzati
🔬 Nota metodologica
Le matrici di autovalutazione non hanno finalità ispettiva o sanzionatoria. Sono strumenti interni di supporto decisionale volti a individuare aree di miglioramento. Per ciascuna domanda è stato indicato lo stato attuale: Sì (presidio formalizzato), No (assenza di presidio), In elaborazione (processo avviato ma non formalizzato). Il punteggio complessivo consente di individuare il livello di maturità organizzativa, con particolare riferimento alla responsabilità dirigenziale.
I dati sono stati raccolti durante i workshop di Didacta 2026 presso lo Stand J66/J48 del Padiglione Spadolini. Il campione, pur non statisticamente rappresentativo dell’intero sistema scolastico nazionale, offre indicazioni qualitative significative sulle tendenze in atto.
Perché la trasformazione digitale della scuola è soprattutto governance organizzativa?
La risposta è nei dati: le scuole che presidiano meglio la digitalizzazione sono quelle che hanno formalizzato processi, deleghe e sistemi di controllo, non semplicemente quelle che hanno acquistato più tecnologia. Parlare di trasformazione digitale nella scuola italiana significa affrontare un tema che va ben oltre l’adozione di piattaforme cloud o l’acquisto di dispositivi. La vera sfida è di natura organizzativa: riguarda la capacità dell’istituzione scolastica di ripensare i propri processi, formalizzare le deleghe, garantire la tracciabilità delle operazioni e tutelare la responsabilità dirigenziale in un contesto sempre più digitalizzato.
Come evidenziato dal Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), dal PNRR e dalle Linee guida AGID, la digitalizzazione è un processo che coinvolge l’intera organizzazione scolastica: dalla segreteria alla comunicazione istituzionale, dalla gestione dei dati alla relazione con le famiglie. Il Codice dell’Amministrazione Digitale (CAD) definisce principi di interoperabilità e sicurezza che le scuole sono chiamate a rispettare, mentre il Regolamento GDPR impone standard stringenti sulla protezione dei dati personali.
La digitalizzazione della segreteria scolastica non coincide con la semplice adozione di strumenti cloud. Il vero tema è la continuità amministrativa, la tracciabilità delle operazioni e la tutela della responsabilità dirigenziale.
— Quaderni di Governance Digitale, QGD-02
Quali risultati emergono dall’autovalutazione delle scuole?
In media, il 54% degli indicatori risulta presidiato in modo formalizzato, il 25% è in fase di elaborazione e il 21% evidenzia un’assenza di presidio. L’analisi aggregata delle tre aree di autovalutazione restituisce un quadro articolato della maturità digitale delle scuole coinvolte. Questi dati suggeriscono che la trasformazione digitale è in corso, ma procede in modo disomogeneo tra le diverse aree.

A che punto è la segreteria digitale nelle scuole italiane?
La struttura organizzativa di base risulta presidiata nel 55% dei casi, ma il monitoraggio è formalizzato solo nel 38%. La segreteria scolastica rappresenta il cuore amministrativo dell’istituzione. La sua digitalizzazione non può ridursi all’adozione di strumenti cloud, ma deve garantire resilienza operativa, continuità del servizio e tracciabilità di ogni operazione. Il questionario ha analizzato 12 indicatori distribuiti in quattro sezioni: struttura organizzativa, infrastruttura e accessi, smart working e monitoraggio.

Come interpretare i risultati della segreteria digitale?
| Sezione | Sì | In elaborazione | No | Livello |
|---|---|---|---|---|
| Struttura organizzativa | 55% | 28% | 17% | Intermedio-alto |
| Infrastruttura e accessi | 50% | 30% | 20% | Intermedio |
| Smart working | 42% | 33% | 25% | Intermedio-basso |
| Monitoraggio | 38% | 30% | 32% | Critico |
I dati evidenziano una polarizzazione significativa: la struttura organizzativa di base risulta relativamente presidiata (55% di risposte positive), ma il livello di formalizzazione decresce progressivamente nelle aree più innovative. Lo smart working, nonostante il CCNL 2024 ne abbia disciplinato le modalità, resta un ambito in cui solo il 42% delle scuole dichiara un presidio formalizzato. Il dato più critico riguarda il monitoraggio: la presenza di log, sistemi di tracciabilità e audit periodici risulta formalizzata solo nel 38% dei casi.
⚠️ Resilienza amministrativa e responsabilità dirigenziale
La continuità operativa della segreteria assume rilievo in relazione al turnover del personale amministrativo, alle assenze prolungate, alla molteplicità dei plessi e all’incremento degli adempimenti digitali. L’assenza di mappatura delle deleghe e di tracciabilità degli accessi genera confusione nella gestione documentale e aumento del rischio organizzativo.
Come governano le scuole l’Intelligenza Artificiale?
Il 60% dei partecipanti si attesta a livello intermedio nella governance dell’AI, con la comunicazione alle famiglie come area più critica. L’Intelligenza Artificiale è già presente nelle istituzioni scolastiche, spesso attraverso l’iniziativa individuale dei docenti o tramite le piattaforme di didattica integrata. Il D.M. 166/2023 richiama la necessità di un governo e presidio responsabile da parte dell’istituzione scolastica. Il questionario ha analizzato 13 indicatori distribuiti in quattro sezioni: governance, protezione dati e responsabilità, impatto organizzativo, comunicazione e reputazione.

Quali aree della governance AI sono più deboli?
| Sezione | Sì | In elaborazione | No | Livello |
|---|---|---|---|---|
| Governance | 52% | 28% | 20% | Intermedio |
| Protezione dati e responsabilità | 48% | 30% | 22% | Intermedio |
| Impatto organizzativo | 58% | 22% | 20% | Intermedio-alto |
| Comunicazione e reputazione | 42% | 30% | 28% | Critico |
Il dato più significativo riguarda la distribuzione dei livelli di maturità: il 40% dei partecipanti si colloca al livello “Avanzato” (10-13 risposte positive su 13), mentre il 60% si attesta al livello “Intermedio” (6-9 risposte positive). Nessun partecipante risulta al livello iniziale, il che suggerisce una consapevolezza diffusa del tema, ma una formalizzazione ancora incompleta.
🔍 L’utilizzo spontaneo dell’AI: un rischio da governare
L’area più critica è quella della comunicazione e reputazione (solo 42% di presidi formalizzati). Ciò significa che nella maggioranza delle scuole le famiglie non sono informate sull’utilizzo dell’AI nei processi scolastici, il sito istituzionale non riporta una policy trasparente e non sono definiti limiti di utilizzo pubblico degli strumenti AI. L’utilizzo spontaneo e non governato dell’AI da parte dei singoli docenti espone l’istituzione a rischi normativi e reputazionali.
✅ Impatto organizzativo: il dato positivo
L’area dell’impatto organizzativo registra il dato più incoraggiante (58% di presidi formalizzati). Questo indica che nelle scuole dove l’AI è stata adottata, ne viene riconosciuto il valore in termini di riduzione del carico operativo. Tuttavia, la supervisione degli output e il monitoraggio periodico restano ambiti da consolidare.
Il sito scolastico è davvero un’infrastruttura pubblica sicura?
La conformità documentale raggiunge il 68%, ma la sicurezza tecnica si ferma al 52% e la comunicazione inclusiva al 45%. Il sito scolastico costituisce un’infrastruttura pubblica digitale. Ogni contenuto pubblicato assume rilevanza amministrativa e ogni vulnerabilità tecnica può generare esposizione organizzativa. Il questionario ha analizzato 20 indicatori in quattro ambiti: conformità documentale, accessibilità, sicurezza tecnica e comunicazione inclusiva.

Cosa rivelano i dati sul sito istituzionale?
| Ambito | Sì | In elaborazione | No | Livello |
|---|---|---|---|---|
| Conformità documentale | 68% | 18% | 14% | Avanzato |
| Accessibilità | 55% | 25% | 20% | Intermedio |
| Sicurezza tecnica | 52% | 22% | 26% | Intermedio |
| Comunicazione inclusiva | 45% | 28% | 27% | Intermedio-basso |
Tutti i 6 partecipanti che hanno compilato il questionario sul sito istituzionale si collocano al livello “Avanzato” (100%), con un punteggio medio di 31,8 su 60. Questo dato, apparentemente contraddittorio, si spiega con il fatto che il livello “Avanzato” nella scala di valutazione corrisponde a 16-20 risposte positive su 20, e il campione è composto prevalentemente da dirigenti e DSGA già sensibilizzati al tema. Tuttavia, l’analisi per sezione rivela che la conformità documentale (68%) è l’ambito più presidiato, mentre la comunicazione inclusiva (45%) rappresenta l’area di maggiore debolezza.
🚨 Sicurezza tecnica: un punto debole diffuso
Solo il 52% delle scuole dichiara un presidio formalizzato sulla sicurezza tecnica del sito. Ciò significa che quasi la metà delle istituzioni scolastiche presenta potenziali vulnerabilità in termini di aggiornamento del CMS, verifica dei plugin, autenticazione forte per gli amministratori, backup automatico e validità del certificato SSL. Queste carenze espongono le scuole a rischi concreti di compromissione dei dati e interruzione del servizio.
Quali sono le 6 criticità più diffuse nella digitalizzazione scolastica?
Dall’analisi trasversale delle tre aree emergono criticità ricorrenti che delineano un quadro strutturale della maturità digitale delle scuole italiane. Non si tratta di carenze tecnologiche, ma di deficit di governance organizzativa.
Assenza di monitoraggio e audit periodici
Solo il 38% delle scuole dispone di sistemi di log, tracciabilità e audit formalizzati. L’assenza di monitoraggio impedisce di rilevare anomalie, misurare l’efficacia dei processi e dimostrare la conformità normativa.
Comunicazione istituzionale carente sull’AI
Il 58% delle scuole non ha formalizzato la comunicazione verso le famiglie sull’utilizzo dell’AI. Mancano policy trasparenti sul sito e limiti definiti per l’utilizzo pubblico degli strumenti di intelligenza artificiale.
Smart working senza regolamentazione formale
Nonostante il CCNL 2024 disciplini il lavoro agile, solo il 42% delle scuole ha un regolamento interno formalizzato. Mancano criteri di accesso remoto, controlli sulle postazioni esterne e definizione delle responsabilità.
Accessibilità digitale incompleta
Solo il 55% dei siti scolastici risulta conforme ai requisiti di accessibilità (contrasto colori, struttura heading, testo alternativo, PDF accessibili, navigazione da tastiera). La Direttiva UE 2016/2102 e la Legge Stanca impongono standard che molte scuole non rispettano pienamente.
Protezione dati e DPIA non aggiornate
Il 52% delle scuole non ha aggiornato regolamenti interni e informative privacy in relazione all’adozione di strumenti AI, né ha valutato la necessità di una DPIA (Data Protection Impact Assessment), esponendosi a rischi normativi significativi.
Comunicazione inclusiva ancora marginale
Chatbot, traduzione multilingue, FAQ strutturate e modulistica accessibile sono presenti in modo formalizzato solo nel 45% delle scuole. In un contesto di crescente diversità linguistica e culturale, questo rappresenta un gap significativo nella relazione con l’utenza.
Perché la tecnologia da sola non basta per digitalizzare la scuola?
I dati confermano che le scuole presidiano meglio gli obblighi normativi immediati, ma faticano a strutturare governance, monitoraggio e comunicazione di lungo periodo. La trasformazione digitale della scuola è soprattutto una questione di governance organizzativa. Non basta acquistare tecnologia, implementare piattaforme cloud o attivare chatbot. Serve un ripensamento strutturale dei processi, delle deleghe, delle responsabilità e dei sistemi di controllo.
Il divario tra le aree più presidiate (conformità documentale del sito al 68%, struttura organizzativa della segreteria al 55%) e quelle più deboli (monitoraggio al 38%, comunicazione AI al 42%) rivela un pattern ricorrente: le scuole tendono a formalizzare ciò che è percepito come obbligo normativo immediato, ma faticano a strutturare i processi di governance, monitoraggio e comunicazione che rendono la digitalizzazione sostenibile nel tempo.
📚 Dalla conformità alla governance
Il passaggio dalla mera conformità normativa alla governance strutturata richiede tre condizioni: consapevolezza dirigenziale (il DS e il DSGA devono comprendere che la digitalizzazione è un processo organizzativo, non tecnologico), formalizzazione dei processi (ogni scelta digitale deve essere documentata, tracciabile e verificabile) e monitoraggio continuo (la conformità non è statica ma richiede revisione periodica).
Chi sono i professionisti più attenti alla governance digitale?
DSGA e Dirigenti Scolastici rappresentano insieme il 49,1% dei partecipanti, confermando che i temi della governance digitale sono percepiti come prioritari dalle figure apicali dell’istituzione scolastica. L’analisi dei 118 contatti professionali raccolti allo stand di Assistenza Scuola durante i tre giorni di Didacta 2026 offre un quadro significativo della composizione del pubblico interessato.
| Ruolo professionale | Numero | Percentuale |
|---|---|---|
| DSGA | 30 | 25,4% |
| Dirigente Scolastico | 28 | 23,7% |
| Personale ATA | 26 | 22,0% |
| Docente | 16 | 13,6% |
| Altro (Animatori digitali, Coordinatori IT) | 10 | 8,5% |
| Non specificato | 8 | 6,8% |
La forte presenza di figure apicali conferma che la governance digitale è percepita come una responsabilità dirigenziale, non come un tema esclusivamente tecnico. Questo dato è coerente con l’impostazione dei Quaderni di Governance Digitale, che si rivolgono prioritariamente a DS e DSGA come responsabili dei processi organizzativi dell’istituzione scolastica.
Conclusione: la maturità digitale come responsabilità istituzionale
L’indagine condotta durante Didacta 2026 restituisce un quadro in chiaroscuro della maturità digitale delle scuole italiane. Da un lato, emerge una consapevolezza crescente: i Dirigenti Scolastici e i DSGA riconoscono la centralità della governance digitale e partecipano attivamente a percorsi di autovalutazione. Dall’altro, i dati evidenziano gap strutturali nelle aree del monitoraggio, della comunicazione istituzionale e della regolamentazione del lavoro agile.
La trasformazione digitale della scuola non è un traguardo da raggiungere, ma un processo continuo che richiede presidio costante, aggiornamento normativo e capacità di adattamento organizzativo. Gli strumenti di autovalutazione come i Quaderni di Governance Digitale rappresentano un primo passo fondamentale: consentono di fotografare lo stato attuale, individuare le priorità di intervento e misurare i progressi nel tempo.
Il servizio amministrativo costituisce funzione essenziale dell’Istituzione scolastica. Ogni scelta organizzativa in ambito digitale deve garantire resilienza operativa e presidio dei rischi.
— Quaderni di Governance Digitale, QGD-02
Domande frequenti sulla governance digitale scolastica
Qual è il livello di maturità digitale delle scuole italiane nel 2026?
Secondo l’indagine condotta durante Didacta 2026, circa il 54% degli indicatori di governance digitale risulta presidiato in modo formalizzato, il 25% è in fase di elaborazione e il 21% evidenzia un’assenza di presidio. La maturità è disomogenea tra le tre aree analizzate: segreteria digitale, governance AI e sito istituzionale.
Cosa prevede il DM 166/2023 per l’intelligenza artificiale nelle scuole?
Il D.M. 166/2023 richiama la necessità di un governo e presidio responsabile dell’intelligenza artificiale da parte dell’istituzione scolastica. Prevede che le scuole definiscano policy interne, aggiornino le informative privacy, valutino la necessità di una DPIA e comunichino in modo trasparente l’utilizzo dell’AI alle famiglie.
Quali sono le principali criticità della digitalizzazione scolastica?
Le criticità più diffuse riguardano: l’assenza di monitoraggio e audit periodici (solo il 38% delle scuole li ha formalizzati), la comunicazione carente sull’AI verso le famiglie (58% senza policy), lo smart working senza regolamentazione formale (solo 42% con regolamento), l’accessibilità digitale incompleta dei siti (55% conforme) e la mancata valutazione DPIA per gli strumenti AI.
Come si misura la governance digitale di una scuola?
La governance digitale si misura attraverso matrici di autovalutazione strutturate su indicatori specifici. Per ciascun indicatore si rileva lo stato: Sì (presidio formalizzato), No (assenza di presidio), In elaborazione (processo avviato ma non formalizzato). Il punteggio complessivo determina il livello di maturità organizzativa: iniziale, intermedio o avanzato.
Perché la trasformazione digitale della scuola è una questione di governance?
La trasformazione digitale richiede un ripensamento strutturale dei processi organizzativi, delle deleghe, delle responsabilità e dei sistemi di controllo. Non basta acquistare tecnologia o attivare piattaforme cloud: serve formalizzare i processi, garantire tracciabilità, definire responsabilità e implementare monitoraggio continuo. I dati mostrano che le scuole presidiano meglio gli obblighi normativi immediati ma faticano a strutturare la governance di lungo periodo.
📊 Infografica
Governance digitale delle scuole italiane: cosa emerge dalle autovalutazioni
💼 Segreteria Digitale
50% di presidi formalizzati. Smart working regolamentato solo nel 42% dei casi. Monitoraggio critico al 38%.
🤖 Governance AI
57% di presidi formalizzati. 60% a livello intermedio. Comunicazione alle famiglie carente nel 58% delle scuole.
🌐 Sito Istituzionale
55% di presidi formalizzati. Conformità documentale al 68%. Comunicazione inclusiva solo al 45%.
5 insight principali:
- 1 La trasformazione digitale è governance organizzativa, non solo tecnologia
- 2 Il monitoraggio è l’anello debole: solo il 38% delle scuole ha audit formalizzati
- 3 L’AI è usata ma non governata: mancano policy, DPIA e comunicazione trasparente
- 4 Lo smart working resta informale nonostante il CCNL 2024
- 5 DS e DSGA sono i più consapevoli: rappresentano il 49% dei partecipanti
Dott.ssa Sabrina Manini
Consulente specializzata nella digitalizzazione delle segreterie scolastiche, supporta quotidianamente DSGA e istituti italiani nell’ottimizzazione dei processi amministrativi, nella gestione documentale e nella conformità normativa.
Articolo redatto e scritto con RENEWS Galeno, scrivi meglio, scrivi meno! provalo gratis!