Segreteria

21 Settembre 2026

Piano Scuole Connesse: cosa verificare subito

In sintesi: le connessioni della Fase 1 del Piano Scuole Connesse stanno terminando in date diverse, calcolate dall’attivazione di ogni linea. DS e DSGA devono verificare subito ogni plesso, i servizi dipendenti dalla rete e la soluzione necessaria per evitare interruzioni.

Aggiornamento al 17 settembre 2026: scadenze diverse per ogni plesso e nessuna proroga nazionale generalizzata pubblicata

Piano Scuole Connesse, controlli sulla rete di un istituto scolastico

Misura interessata Piano Scuola Connessa Fase 1
Durata del servizio Cinque anni dall’attivazione della singola linea
Scadenza nazionale unica Non prevista, le date variano per plesso
Sedi collegate al 30 giugno 2026 27.372, di cui 24.087 con intervento Infratel e 3.285 tramite società regionali
Situazione al 17 settembre 2026 Non risulta pubblicata una proroga nazionale generalizzata per la Fase 1
Fase 2 PNRR Non interessata dalle attuali cessazioni della Fase 1

Piano Scuole Connesse: quali linee stanno scadendo

Il problema riguarda i collegamenti attivati nella Fase 1, avviata con il decreto del Ministro dello sviluppo economico 7 agosto 2020, “Piano scuola”, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 243 del 1° ottobre 2020. Il servizio gratuito comprendeva connettività fino a 1 Gbit/s, manutenzione e assistenza tecnica per cinque anni.

Le attivazioni non sono partite tutte nello stesso giorno. Per questo non esiste un’unica data nazionale di cessazione. Anche due plessi dello stesso istituto possono avere scadenze differenti.

La Fase 2 finanziata dal PNRR è una misura distinta. Il bando del 28 gennaio 2022 riguarda quasi 10.000 ulteriori sedi e prevede servizi di connettività per almeno sei anni successivi al 30 giugno 2026. Non va quindi confusa con le linee quinquennali della Fase 1 oggi in scadenza.

Perché la cessazione può bloccare i servizi della scuola

La linea internet di un plesso non serve soltanto alla navigazione. Spesso sostiene attività didattiche, comunicazioni e servizi amministrativi che devono restare disponibili ogni giorno.

  • Registro elettronico e piattaforme didattiche.
  • VPN e collegamenti con la segreteria o con altre sedi.
  • Telefonia VoIP e centralini collegati alla rete.
  • Firewall, filtraggio DNS e apparati di sicurezza.
  • Videosorveglianza, controllo accessi e sistemi con indirizzo IP statico.
  • Servizi cloud, pagamenti e procedure amministrative online.

La sostituzione della connettività non è un semplice cambio di operatore. Può modificare indirizzi IP, router, firewall, VPN, telefonia, reti Wi-Fi e collegamenti tra i plessi. Una scelta sbagliata può quindi avere conseguenze sull’intera digitalizzazione dell’istituto, sia nella didattica sia nell’amministrazione.

Per questo l’amministratore di sistema deve essere coinvolto prima di richiedere o accettare una nuova offerta. Conosce l’infrastruttura della scuola, individua i requisiti realmente necessari e affianca DS e DSGA nel confronto tra sostenibilità economica e necessità tecniche.

ANQUAP ha segnalato il 25 maggio 2026 il caso di una scuola informata dell’interruzione con un preavviso molto breve. ANP ha richiamato lo stesso rischio l’11 settembre 2026, riferendo segnalazioni di dirigenti che avrebbero conosciuto la data di cessazione solo tramite verifiche autonome.

Le verifiche da fare per ogni plesso

Il controllo deve partire da un censimento tecnico, non dal solo codice meccanografico dell’istituto. Ogni sede può avere un operatore, una tecnologia e una data di attivazione diversi. La scuola deve contattare l’operatore che ha fornito il servizio al singolo plesso e chiedere informazioni formalizzate.

  • Identificare linea e fornitore: annotare operatore, codice circuito, tecnologia, banda, indirizzi IP e apparati installati.
  • Distinguere la misura: separare Fase 1, Fase 2 PNRR ed eventuali contratti autonomi della scuola o dell’ente locale.
  • Recuperare i documenti: cercare verbale di attivazione, collaudo, comunicazioni iniziali e successive notifiche.
  • Contattare l’operatore: chiedere conferma scritta della data di cessazione, dei tempi, della disattivazione degli apparati e dell’eventuale perdita degli indirizzi IP.
  • Mappare i servizi collegati: far verificare all’amministratore di sistema firewall, VPN, VoIP, DNS, videosorveglianza, Wi-Fi e applicazioni legate a IP statici.
  • Definire il fabbisogno reale: valutare numero di utenti, traffico contemporaneo, velocità, affidabilità, assistenza, tempi di ripristino e necessità dei diversi plessi.
  • Confrontare le offerte: affidare all’amministratore di sistema la verifica della compatibilità tecnica e affiancare questa valutazione al quadro economico disponibile.

Velocità nominale e prezzo non sono sufficienti per scegliere. La scuola deve verificare livelli di servizio, tempi di intervento, banda minima garantita, indirizzi IP, apparati inclusi, penali e compatibilità con l’infrastruttura esistente. Il supporto tecnico evita di acquistare una linea sovradimensionata, insufficiente o inadatta ai servizi dell’istituto.

Perché l’amministratore di sistema deve guidare il passaggio

L’amministratore di sistema è il ponte tra le esigenze operative della scuola, le caratteristiche delle offerte e le risorse disponibili. Prima dell’acquisto analizza l’infrastruttura esistente, il numero di utenti, i servizi utilizzati, i collegamenti tra plessi e i possibili sviluppi futuri. Trasforma questi elementi in requisiti tecnici comprensibili e aiuta DS e DSGA a motivare una scelta proporzionata.

Il suo intervento prosegue durante la migrazione. Coordina configurazione e collaudo della nuova linea, verifica che registro elettronico, piattaforme didattiche, servizi cloud, VPN, telefonia e accessi amministrativi continuino a funzionare. La sua presenza protegge quindi la continuità della didattica digitale e di tutti i processi amministrativi dell’ente.

Questa figura deve inoltre valutare l’impatto del cambiamento sul trattamento dei dati personali. Deve individuare i rischi collegati a sistemi, account, privilegi, accessi e trasmissione dei dati, proponendo misure tecniche coerenti con le decisioni del titolare del trattamento e con le indicazioni del Responsabile della protezione dei dati.

Il tema diventa ancora più delicato con il lavoro remoto, sempre più richiesto dalle segreterie. Gli accessi dall’esterno non dovrebbero dipendere da soluzioni improvvisate o credenziali condivise. Servono procedure autorizzate, connessioni protette, autenticazione adeguata, dispositivi aggiornati, permessi limitati alle effettive necessità e registrazioni utili a ricostruire gli accessi amministrativi.

L’amministratore di sistema deve anche presidiare le procedure di backup e disaster recovery. Non basta controllare che una copia sia stata eseguita. Occorre monitorare gli esiti, proteggere le copie, stabilire responsabilità e tempi di ripristino e provare periodicamente il recupero dei dati e dei servizi. Le verifiche devono comprendere anche l’impatto della nuova connettività sulle procedure di copia, replica e recupero.

L’articolo 32 del Regolamento UE 2016/679 richiede misure adeguate al rischio, la capacità di ripristinare tempestivamente disponibilità e accesso ai dati personali e procedure per verificare regolarmente l’efficacia delle misure adottate. Il GDPR non impone un unico modello tecnico, ma richiede che la scuola possa dimostrare che protezione, ripristino e controlli sono realmente organizzati e funzionanti.

Il provvedimento del Garante del 27 novembre 2008 richiede inoltre di valutare esperienza, capacità e affidabilità dell’amministratore di sistema. Prevede una designazione individuale con gli ambiti di operatività, la verifica almeno annuale del suo operato e la registrazione degli accessi logici ai sistemi interessati.

Come Assistenza Scuola supporta le scuole

Il servizio di Amministratore di Sistema di Assistenza Scuola può affiancare l’istituto dalla verifica iniziale fino al collaudo della nuova connettività, con un intervento costruito sulla situazione reale dei singoli plessi.

  • Censisce linee, apparati, utenti, servizi e collegamenti tra i plessi.
  • Definisce i requisiti della nuova connettività in base alle necessità didattiche e amministrative.
  • Supporta il confronto tecnico ed economico tra le offerte, evidenziando costi, limiti e servizi inclusi.
  • Verifica compatibilità con indirizzi IP, firewall, VPN, Wi-Fi, telefonia e applicazioni in uso.
  • Pianifica migrazione, sovrapposizione delle linee e collaudo dei servizi essenziali.
  • Analizza i rischi per il trattamento dei dati collegati a sistemi, accessi e lavoro remoto.
  • Definisce modalità protette per il lavoro remoto delle segreterie, coerenti con autorizzazioni e policy dell’istituto.
  • Allestisce e monitora backup e disaster recovery, compresi i test periodici di ripristino.
  • Predispone un quadro tecnico chiaro per DS, DSGA, ente proprietario e Responsabile della protezione dei dati.

L’amministratore di sistema guida una scelta sostenibile

La nuova linea deve essere adeguata ai servizi della scuola, compatibile con l’infrastruttura esistente e sostenibile per il bilancio. L’amministratore di sistema media tra questi tre elementi e riduce il rischio di acquistare una soluzione costosa ma inadatta, oppure economica ma insufficiente per didattica, segreteria e sicurezza.

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Scadenze e procedura per il Piano Scuole Connesse

Non esiste una scadenza unica valida per tutte le scuole. La data deve essere ricostruita per ciascun collegamento a partire dall’attivazione e confermata dall’operatore. Al 17 settembre 2026 non risulta pubblicata una proroga nazionale generalizzata della Fase 1.

  1. Censire i collegamenti
    Preparare un elenco distinto per ogni plesso e per ogni linea.
  2. Chiedere conferma all’operatore
    Ottenere per iscritto data di cessazione, modalità di disattivazione e gestione degli apparati.
  3. Coinvolgere l’ente proprietario
    Trasmettere a Comune, Provincia o Città metropolitana la situazione tecnica, i rischi e il fabbisogno economico.
  4. Inviare una segnalazione documentata
    Informare, quando necessario, Ufficio scolastico regionale, Ministero e Infratel, allegando le comunicazioni ricevute.
  5. Attivare la soluzione sostitutiva
    Valutare tempi, costi, livelli di servizio, penali e continuità degli indirizzi IP.
  6. Collaudare prima del passaggio
    Testare registro elettronico, VPN, telefonia, firewall e accessi remoti prima della dismissione della vecchia linea.

Sul soggetto chiamato a sostenere il costo non risulta un’indicazione nazionale uniforme. ANQUAP richiama l’articolo 3 della legge 11 gennaio 1996, n. 23, relativo alle spese per utenze elettriche e telefoniche degli edifici scolastici. La connettività dati non è però citata espressamente. La scuola deve quindi coinvolgere formalmente l’ente proprietario e attendere eventuali chiarimenti istituzionali, senza dare per scontata una soluzione uguale in ogni territorio.

Documenti e strumenti utili

Lo stato degli interventi può essere controllato nella dashboard pubblica del Piano Scuola. La verifica della scadenza deve però partire dai documenti e dalle comunicazioni relativi alla singola linea.

Per un controllo tecnico dei collegamenti e dei servizi che dipendono dalla rete, la scuola può richiedere un confronto preliminare.

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FAQ sul Piano Scuole Connesse

Come può la scuola capire se una linea appartiene alla Fase 1?

Deve controllare verbale di attivazione, collaudo, codice circuito e comunicazioni dell’operatore. Se i documenti non sono disponibili, occorre chiedere una conferma scritta indicando sede e riferimenti della linea.

Esiste una data nazionale di cessazione?

No. Il servizio della Fase 1 dura cinque anni dall’attivazione della singola linea. Le date possono quindi cambiare tra istituti e anche tra plessi della stessa scuola.

Chi deve pagare il nuovo collegamento?

Al 17 settembre 2026 non risulta una regola operativa nazionale uniforme. La scuola deve coinvolgere formalmente l’ente proprietario, documentare costi e rischi e verificare le indicazioni locali o ministeriali applicabili.

La scadenza riguarda anche la Fase 2 PNRR?

No. Il bando PNRR del 2022 prevede servizi di connettività per almeno sei anni successivi al 30 giugno 2026. Le attuali cessazioni riguardano invece le linee quinquennali della Fase 1.

Cosa fare se il preavviso dell’operatore è di pochi giorni?

Occorre chiedere subito conferma scritta, informare DS, DSGA ed ente proprietario, attivare una soluzione sostitutiva e predisporre un collegamento temporaneo. La vecchia linea non va dismessa prima del collaudo, quando la sovrapposizione è ancora possibile.

Come vanno gestiti gli accessi remoti della segreteria?

Devono essere autorizzati, protetti e limitati alle reali necessità operative. L’amministratore di sistema deve curare configurazioni, account, privilegi e tracciabilità tecnica, evitando credenziali condivise e accessi diretti non controllati.

È sufficiente verificare che il backup sia stato eseguito?

No. Il backup deve essere monitorato e accompagnato da prove periodiche di ripristino. Solo un recupero verificato permette di sapere se dati e servizi potranno tornare disponibili nei tempi stabiliti dopo un guasto o un incidente.

Leonardo Pizzoferrato

Autore

Leonardo Pizzoferrato

CEO e fondatore di Assistenza Scuola, esperto di soluzioni IT per le scuole e consulente per la digitalizzazione degli istituti scolastici italiani. Da oltre vent’anni supporta gli istituti nella gestione di sistemi informatici, reti, sicurezza e tecnologie digitali.

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